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Nel 70º anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani

Diario pubblico di Giovanni Torres La Torre

 

Vi cerco, groppi di sete e fame,
tiranni dei continenti
fiumi di fogne;

vi cerco, porte sbarrate
urlo nelle scale
segnali che negano chicchi di grano;

vi cerco, filo spinato
altari senza calici
e lame che fremono al cuore dei santi;

vi cerco, briganti di passo,
untori delle terre dei fuochi
e contrabbandieri di veleni;

vi cerco, biscazzieri di Stato
predoni e mercenari,
mezzani di tresche e losche faccende;

vi cerco, monete false,
calendari senza feste
tamburi di morte;

vi cerco, carcerieri della parola,
piromani di roghi di libri,
macellai di chi scrive e di chi legge;

vi cerco, voci di lusinghe,
respiri di iene sulla carne dei bambini,
infami carcerieri di nidi innocenti;

di Giovanni Torres La Torre

Annunciano nome di poesia, ma non scorgi fiore stellare,
è lontana la radura del bosco di montagna
ove si nutre Centaurea minore di Chirone,
di quando curò dolore di ferita all’anima.
Fiancheggiano il fiume erbe per intrecciare ghirlande,
là, tra orme a grumo di fango,
un passero cerca sollievo alla sete.
Spirito di Mania dilaga un fiato di scirocco,
lentamente si defila verso il mare
cercando qualcosa che manca, forse stupore
di richiamo di suono, più lontano,
a limpidezza d’acqua capace di donare la sua lacrima,
ad aloni di miracoli di azzurri bianchi cieli
di cieli di nuvole, a scendere verso i ruderi
del ponte romano dell’antica Consolare,
là che un cedro solitario resiste in vita,
soggetto alla sfera astrale di Giove
e custode di ultime zolle.

di Giovanni Torres La Torre

Torneranno a raccontare il viaggio
con toni di Ballerina gialla e Falco pellegrino,
di altri richiami incantanti cari al poeta.
Sentiremo anche dire di cori
del Maestro Olivier Messaien,
del cielo fattosi lago sui tetti dei paesi dimenticati,
dei fiumi, dei canneti e delle terre di antichi frumenti,
di cori, lecci e corbezzoli
e sugherete delle Caronie, terra di fatica contadina.

di Giovanni Torres La Torre

A figure ancestrali
di visibilità mutanti

Non più rosso chiaro di violaceo di rupe,
né le delicate ombre e il canto
e la tana scura del tuo sonno, oh Thaina!,
ma visione sporca di polvere,
modello esemplare di bruttezza.
Ove erano abbozzi di animali sacri
e candelabri,
ivi sovrastano voragini che hanno violato
colonne di cattedrali, di quando
ascoltavano scorrere le voci divine di Ghida,
ruscellare cori di tutte le stagioni
in venerata compagnia.

di Giovanni Torres La Torre

Accarezza il fiore della trama,
aspettando l’alba si intenerisce il telaio:
filo per filo nel pettine,
danza di piedi e mani e di navetta,
intreccio di spole colorate;
ma quando, al punto giusto lascia la mano
e il tac-tac si incanta,
la semplicità del silenzio scruta altro alone,
amorevole presenza di lontananza di volti
e rughe di ricami.
Ancora una volta, la luce riappare,
luminosa metafora
dell’ombra; profumo nascosto di gigli
in lode a malie di coro, fugge
dai silenzi del convento delle carmelitane.
Di quel che rimane, altra sete si adagia
su fuochi spenti, si fa pietra di focolare,
ciglio di memoria poco indulgente
come se la vita passata fosse una colpa,
e gli amori senza più voce
rimpianti da consumare: sono i momenti del desiderio,
di quando il non detto cerca ancora eredi,
reclama la presenza di parole conclusive,
una distanza che si avvicini e prenda per mano
il viandante, stelo di origano in vertigini di falco,
fanciullo del vicolo che non riesce a sognare.

di Giovanni Torres La Torre

Zolle d’autunno
stringono margheritine dorate
ancora vive,
custode dell’ultima spiga smarrita
tepore di nido accarezza la bocca
della rosa settembrina.
In breve sussulto, volto di altra spina
indugia sulla strada di Venere
in transito sul Sole
con riflesso argentato di specchio.
Sciolte, le chiome del salice
con voce amante tra rami di più luce
svelano natura di pianta cara a Saturno,
fortuna di rabdomanti
nella divinazione di bacchetta magica.

Giovedì 16 Agosto 2018 in Piazza Municipio a Capo d’Orlando avrà luogo la manifestazione “Notturno di poesia e musica”, presentazione della raccolta di poesie “Desiderio di chimera si sublima” di Giovanni Torres La Torre, con omaggio dell’Autore a Giovanni Granata.

Presenterà il libro Carla Biscuso, filologa e critico letterario, con letture di Donatella Ingrillì, alla presenza dell’editore, Gioacchino Onorati. Previsto anche un omaggio di Silvia Ripoll Lopez a Federico Garcia Lorca.

Musica: Nino Milia (chitarra classica), Cettina Fabio (voce), Santo Azzolina (violoncello), Daniela Giaimo (flauto traverso)

Conduttore: Antonio Puglisi, direttore di 98zero

di Giovanni Torres La Torre

in memoria di Gea

Si fece silenzio e fu tremore di mano,
tenera foglia lasciava il dirupo
al compimento dell’ultima carezza alla pietra.
Petali d’acqua in gioco di spuma
accolsero l’anima del gabbiano,
abbandonava il nido appeso al chiodo
per generosa eredità alla solitudine.
In qualche lontananza,
ai ricami nascosti di una tenda
tremore di labbro sussurrò un nome,
palpitava una vela nel seno degli scogli
e in attesa di salpare,
già fosca la luna in quella parte di mare
del borgo marinaro di S. Gregorio.

di Giovanni Torres La Torre

Ai nomi delle barche

Carte di bordo sono rimaste
nel silenzio che erano,
ma gesto di mano scruta ancora l’orizzonte
senza sapere chi cercare.
Bambini giocano sul lato d’ombra di barca
che si fregia ancora di nome innamorato
ma in età di dimenticanza.
Nessuno si cura di loro
come fossero indolenti farfalle
o tracce di vita andata:
antichi sugheri cullati dalla spuma
e reti senza più voglia di mare,
insieme a occhi distratti,
abbracciati nell’abbandono
tra i vivi rimasti
non chiedono del loro domani.

di Giovanni Torres La Torre

 

Si abbaglia di azzurro rossastro
la quiete del mare
prima di salutare la fine dell’incanto,
ma quando l’orizzonte abbraccia l’ultimo sole
accarezzandogli la fronte
– quelle mani offrono
tremore innamorato –,
sospirano anche i gelsomini
nei loro vestitini bianchi
mentre tra rami di gelso
si corteggiano uccelli,
altri libertini, invece, svolazzano per le pitture del cielo.