di Giovanni Torres La Torre
Come se erano parenti intimi
un musicante e la Rosa Canina
si intrattenevano in lamentazione
dell’amicizia antica con il dipartito,
della sua vita bella e della morte.
A passo di fanfara, il primo trombeggiava
come se il corteo fosse tutto suo
e il pescatore morto di crepacuore
un pretesto per tirare in ballo
marcette funerarie di noti compositori.
“Andrà in paradiso”, motteggiò Rosa Canina,
“quaggiù era un dio del mare
e lo chiamavano Glauco, un gran signore!”.
