Visibilità mutante – parte seconda

di Giovanni Torres La Torre

 

Il silenzio si fa voce,
è, forse, Rainer Maria Rilke:
“Non mi era mai capitato di accorgermi,
[…] di quanti volti ci siano.
C’è un’infinità di uomini, ma i volti sono
ancor più numerosi perché ciascuno ne ha più d’uno”. ¹
Il poeta ha finito di riempire l’ordito
con nuovi profili notturni,
dolenti e oscuri,
dorati con cime di foglie.
Si possono ascoltare altre parole
scendere dalla collina verso il borgo;
là, i gerani svegliandosi scrutano il mare
aspettando i nomi delle ultime barche.
Sul pianoro, dietro le case
e nella fioritura del sentiero,
puoi incontrare figura diurna del sogno:
svela tenerezza nascosta di un qualche amore,
seppure timorosa,
ma ecco che appare Persefone
lasciando la fisionomia di prima
confinata nel buio della terra,
e ora con i suoi gelsomini fioriti in uno scialle.
Trovata luce di altro cielo smaltato
– oh volto di regina con trasparenza di merletti! –
il drappeggio svela acqua azzurrina con tremulo sguardo,
ombra nei capelli inquieti.

I ritratti si compongono e scompongono
con colori paralleli alla carne,
venature che impregnano il rosso delle pietre
che fu di conchiglie di fontane,
fonti battesimali e sarcofaghi di regnanti.
La polpa impietrata delle rupi
si offre alla bellezza dei nostri giorni,
si scoagula e mostra il sangue:
bacca o papavero del rosso della spina,
vino brumoso che riluce con magica parola,
nostalgie vegetali sui dorsi nudi di Fidia,
volta della Sagrada Familia, ²
eroi etruschi in rosso pompeiano,
nel commiato cambieranno ancora volto e nome.

¹ Rilke, I quaderni di Malte, Garzanti, 2017.
² Antonì Gaudì, Sagrada Familia, Barcellona.

 

Capo d’Orlando, Novembre 2017

FOTO D’ARTE DI SILVIA RIPOLL LOPEZ

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