Stupore di felci di boschi d’Autunno

di Giovanni Torres La Torre

Zolle d’autunno
stringono margheritine dorate
ancora vive,
custode dell’ultima spiga smarrita
tepore di nido accarezza la bocca
della rosa settembrina.
In breve sussulto, volto di altra spina
indugia sulla strada di Venere
in transito sul Sole
con riflesso argentato di specchio.
Sciolte, le chiome del salice
con voce amante tra rami di più luce
svelano natura di pianta cara a Saturno,
fortuna di rabdomanti
nella divinazione di bacchetta magica.

In cigli di sentieri e con occhi puntuti,
orgoglio di ginestra in cespo solitario,
nel mostrarsi si china
e con passi di scarpette da ballo
accompagna minuetto di foglie
del noce dell’ultimo cielo,
solenne castello di leggendarie regine.

La notte che verra’
in visita con bocca innamorata
a ombra sognante saprà confidare
il meraviglioso nome incompiuto
di un desiderio.

L’inquietudine che un confine contorna,
all’apparizione di un lumino
cerca la porta del sogno
ove risiedono antiche divinità,
ricama nostalgie di sentieri
che camminano coi fiumi ancora nudi
nella giovinezza di Ebe,
misurano il passo della vicinanza
dei canneti che si tengono per mano
nell’ascolto di musica di vita terrena,
cadenza di pensiero e stupore delle felci
di boschi d’autunno.

Capo d’Orlando, 24 Settembre 2018

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