Rondini

di Giovanni Torres La Torre

Torneranno a raccontare il viaggio
con toni di Ballerina gialla e Falco pellegrino,
di altri richiami incantanti cari al poeta.
Sentiremo anche dire di cori
del Maestro Olivier Messaien,
del cielo fattosi lago sui tetti dei paesi dimenticati,
dei fiumi, dei canneti e delle terre di antichi frumenti,
di cori, lecci e corbezzoli
e sugherete delle Caronie, terra di fatica contadina.

Racconteranno di paesaggi di ginestre solitarie
sporgersi dai dirupi per abbracciare qualcuno,
la misteriosa Ninfea, pianta della Luna
e amorevole governante delle acque e della vegetazione,
adoratrice dell’essenza che stimola
strabilianti visioni.

I viaggi dell’anima conducono in ogni luogo,
non si lasciano mappe sullo scrittoio,
le porti nei grumi della carne, nelle musiche
e nei frastuoni, nei ritratti che si amano
come i calendari profumati dei barbieri
con racconti di storie mirabolanti.

Anche quelle sono compagne di strada
nelle emozioni del viaggio con labirinti di porte,
alla ricerca delle giuste parole
per raccontare chi siamo e dove andiamo,
come quando lungo sentieri ci accompagnano
alla ricerca del silenzio
e con le nostre mani accarezzano quiete di felci
il cui ricamo, bellezza di lenzuoli della prima notte,
salutava il giorno appena nato,
e in luce di stella di Venere, prendeva per mano
verso la collina, per bagnarsi, in compagnia,
gli occhi di brina, su zolle di fiori giallini
e con labbra umide di turgore di linfa.

Capo d’Orlando, Autunno 2018

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