“Beati quelli che nascono farfalle o hanno luci di luna nel vestito”

“Diario pubblico”

“Ti sono grata”, sospirò la parola alla foglia
ancora appesa all’autunno.
“La tua Bellezza aiuta a vivere,
il dono che offri è un delicato
ed eterno sentimento”
.
Il silenzio si fece desiderio di musica,
in voglia di festa, di ballare
con la luna, alzare le braccia
svolazzare le gambe sotto la gonna.
“Non è una tristezza se agli occhi di nessuno,
c’è la luna, con peluria di luce”, continuò la voce,
“e cerca un ritmo di tua natura”
.
Fu allora che quella tremò,
chiamata in causa per quell’eterno,
rimase in ansia di stella mattutina.
Quando sghignazzò il gallo alle campane del paese
ancora rimbambite dal sonno,
al giorno pieno venne la sua ora:
febbricitante tutta la notte,
decise di scendere dal castagno
alla ricerca di quel sentimento.

“Oh tremito meraviglioso!”, sussurrò
evocando Federico Garcìa Lorca,
ma la luna era già andata a dormire portandosi in compagnia
altri versi del poeta:
“Beati quelli che nascono farfalle
o hanno luci di luna nel vestito!”
.

Capo d’Orlando, Dicembre 2018

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