Se ne dicono di tutti i colori nei cortei funebri

di Giovanni Torres La Torre

Come se erano parenti intimi
un musicante e la Rosa Canina
si intrattenevano in lamentazione
dell’amicizia antica con il dipartito,
della sua vita bella e della morte.
A passo di fanfara, il primo trombeggiava
come se il corteo fosse tutto suo
e il pescatore morto di crepacuore
un pretesto per tirare in ballo
marcette funerarie di noti compositori.
“Andrà in paradiso”, motteggiò Rosa Canina,
“quaggiù era un dio del mare
e lo chiamavano Glauco, un gran signore!”.

Si seppe che il malcapitato si era nutrito
con l’alga che ai pesci
aveva dato forza di fuggire dalle reti,
ma per lui era stata letale.
“Pagò con la vita”, interferì il trombone,
“il prezzo della sua libertà,
e divinità del reame concesse l’atto della trasumanazione”.

Se ne dicono di tutti i colori
nel corteo che accompagna il viaggio
verso ignote lontananze di sfere celesti.

Capo d’Orlando, Gennaio 2019

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