Pianoforte sul mare

di Giovanni Torres La Torre

Si può anche fingere di non udirlo,
ma il suono che parla del tempo della vita
è già sera di istanti
che trattengono il fiato del borgo marinaro,
risonanza che si accarezza allo specchio,
e scruta l’attesa della mano.

Apre il suo gesto nel suono delle prime pietre
un desiderio di sete in sussurro,
ma poi, salendo bacia i volti nel verde di riva
con increspature di lusinghe,
improvvise agli occhi ma presenza perenne
nell’insenatura che accolse Ducezio.

Memorie di viaggi resistono ancora
su gelsi della collina di Calacta,
nel sonno selvatico del fico
e più in là, siepe dell’anima
nel silenzio innamorato del suo respiro.

A ben ascoltare, un garrire di rondini festose sotto la luna
cerca l’ultimo quarto che ancora nasconde la sua bellezza mutante.

La grande regina del firmamento,
amorevole amica di ogni dolcezza,
anche quando cambia vestitino e si tinge di nero,
sussurra: “Amiche belle,
tornate domani,
sarà altra festa!”.

Bella Costa, 12 luglio 2019

Bosco di CaroniaPh. Carlo Columba

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