Dai superstiti del diluvio

di Giovanni Torres La Torre

 

Nella casa dei libri
e del gelsomino in memoria di Federico García Lorca,
pagine sopravvissute ai giorni invitano a un concerto
sfogliando numerazioni in cerca di lodi agli spartiti
di violino e pianoforte, consegnati da W. A. Mozart
al patrimonio immortale della bellezza,
armonioso suono dell’universo ritrovato nel paesaggio
di quando fu luce primitiva di firmamento,
incanto e tempesta, acqua che dirupa e deserto,
furia di vento e gemma generata da zolla dolente,
arca della leggenda che avvista la terra della salvezza.

II
Dai superstiti del diluvio, messaggera una colomba,
una dinastia di viventi intraprese il cammino
ma viviamo ancora in esilio
nella ricorrente Giornata mondiale della pace
in cerca di nuove visioni:
è una metà che manca alla parola
quando nasconde il suo dono che libri sacri
conferiscono alla creazione.
Più lieve, sillaba muta lascia cadere, nell’ora sua,
bella foglia al viale della sera, quando ancora indugia
a labbra di fiore, sussurro alla vita
che più non viene.

 

III
Emozioni si stringono in fisionomie umane di scialli,
a battito di cuore nascosto ognuno offre
il suo sogno all’ascolto nel tempo del silenzio
e delle note splendenti, timori e speranze,
sospiri delicati di violino e tastiera
quando si prendono per mano nella visione che si dilegua. ¹

 

Capo d’Orlando, dicembre 2017

 

¹) Concerto di fine anno, dic. 2017, biblioteca comunale di Capo d’Orlando:
Giuseppe Lazzaro, violino; Maria Mascali, pianoforte.

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