TREMENDA E INUTILE PIETA’

di Giovanni Torres La Torre

 

per i morti del Mediterraneo

 

A lume spento
l’antica bellezza si confonde
con nuove trasfigurazioni
ma la luna
non svela incanti di orizzonti
e si costerna per l’inutile dote.

LUNA VISIONARIA

Prova d’Autore, 2015

“Luna che legge… Inquieta, a piedi nudi / si avventura una luna di cera / e nelle ombre delle porte / bussa cercando riparo” scrive Giovanni Torres La Torre in Luna visionaria: “Luna visionaria / di Miguel de Cervantes / […] / Luna nelle notti delle civette / […] / Luna dei nidi nascosti tra le chiome dei boschi / […] / luna dell’umanità dolente. / Tragica luna nelle chiese delle preghiere”

TRA CIELO E MARE

di Giovanni Torres La Torre

in morte del pittore Gigi Martorelli

Profumo ansimante di antico fiore
il vento lo scompone
amabile da ramo a ramo
nei giardini di limoni
sfoglia grappoli di boccioli
con ali di audace volo
chiamando quel nome
in luogo
ove la vita ora sfugge
dalla sua figura
sicché virtù di nettare
non più soccorre
con gesto d’amore
che a languire dura.

VOCI DI VIOLA E PIANOFORTE

di Giovanni Torres La Torre

in memoria dei bambini
Nel 70° anniversario della Sohah

I

Voci di viola e pianoforte
nel bosco raccontano ancora
l’eternità dei loro nomi.
Nel ricordo preme così agli occhi
un pianto e sulle foglie
rugiada di fili di rame e oro
resiste ancora innocente
il marchio dei numeri
segnati a morte
e che la storia consola
con dolcezza di amore insonne.

LETTERA A MALALA YOUSAFZAI

di Giovanni Torres La Torre

I

Trasale sulla lavagna
il singhiozzo delle parole spezzate
e improvviso
l’abisso innocente dei giorni
si spalanca, profondo
in crateri cupi di dolore.
Si sganciano gli anelli delle tende,
prive di levità d’ali
sono morte nel gioco
le farfalle
mentre giovani mani
smarriscono i colori dell’arcobaleno
tra banchi e libri arrossati di sangue.

GENDARMI DI FERRO NEL PAESE DELLA MEZZA LUNA

di Giovanni Torres La Torre

I

Ardono ancora le lucerne
quando dalle finestre
un nome
con grido di dolore
agita le tende,
vento che scompone
improvviso di furore
incompiutezza di sogni,
avventure di vele
in ansia di salpare
sfidando i giorni furenti
della tempesta:
– libertà, libertà!
il nome che non muore.

I LORO NOMI

di Giovanni Torres La Torre

In memoria di Francesco Lo Sardo
e delle altre vittime del ventennio fascista.

I

Rinsecchiti negli indumenti
di un giorno qualunque
penzolavano da lampioni di ghisa
o in solitudine marcivano
fasciati d’ombra
nelle carceri o nei fossati.

IL NOME DI DOMANI

di Giovanni Torres La Torre

a Stefano Lanuzza

Speranze si rincorrono,
onde di inconcluso giorno
confondono di luce e ombra
la risacca
e la vita si allontana
stanca di chiamare
il nome di domani.

ARABA FENICE

di Giovanni Torres La Torre

Alle madri e ai bambini vittime dell’Is

In paesi lontani
vanno le poesie
con ali d’uccelli,
migranti senza ritorno
moriranno nei rimpianti
della voce natia,
perduto seme
invano appeso
alla solitudine
delle chiome dei nidi.