IRAQ , NELL’ULTIMO SINGULTO D’ARSURA

di Giovanni Torres La Torre

I

Che colore hanno ora i tuoi occhi
e che contrazione di cuore
nell’attimo dell’ultimo singulto d’arsura?
Chi potrà consolare la madre
azzurra stella della piet
macchiata di sangue
e in velo di cenere
e quali stendardi di religione
apriranno la processione?
Quale pietà del mondo
potrà dire addio alla bambina
senza un tremito di colpa?

IN LUCE MESTA DI LUNA CALANTE
di Giovanni Torres La Torre

I
E’ lontana
la primavera che si infiorava
d’anemoni rossi
e di altri veli di porpora
al vento che incoraggiava
ali d’uccelli
e fremiti di ricami di papaveri
mentre in giochi di mani di bambini
gigli e orchidee tessevano arazzi
tra cespugli di colline
complici nella bellezza
palpiti lievi d’ali
della vita breve delle farfalle.

IL PIETOSO NON ABITA PIÙ IN PALESTINA

di Giovanni Torres La Torre

I

Di luce e fumo tra gli ulivi
è vestita la notte
e con stelle cadenti e bombe
che giocano a rimpiattino
su macerie di carne
calce e singhiozzi.
Una voce si angustia
per la partenza che incombe:
– Se non ritorno
salva i bambini-,
la morte lo seguiva, lo seguiva.

NOTTURNO A LAMPEDUSA

di Giovanni Torres La Torre

Parole che si dicono
a bocca chiusa
come la negazione di un bacio,
approdo di un desiderio
lungo una linea costiera
sponda di attesa
e profumi di antiche serenate;
nessuna voglia di ferire il silenzio
per accennare d’essere vivi
nel tempo della solitudine dei nidi.

Il quotidiano La Repubblica di mercoledì 21 maggio 2014, pubblica in prima pagina la foto “di una bambina di pochi mesi che sembra reggere – scrive Alessandra Ziniti – con le sue manine un foglio a quadretti al quale 144 siriani in fuga dal loro paese hanno affidato un disperato grido di aiuto. […] a scrivere quelle sei righe è stato il papà della bimba, Nazir”.
Alla bambina, Giovanni Torres La Torre dedica questa poesia:

TI CHIAMERO’ FIORE DI CEDRO

I
Non conosco il tuo nome,
ti chiamerò Fiore di Cedro.
Vieni, piccola piuma della vita
a qualsiasi ora del giorno
veleggiando sui sospiri del mare.

PALPEBRA D’OMBRA

di Giovanni Torres La Torre

Come amabile velo
di figure rosate e in sogno,
la nebbia stava ammantando gli alberi
fasciandone la maestà dei tronchi
e raccogliendo gli ultimi frutti del bosco;
accarezzando il velluto tenerello del muschio
che inverdiva il volto delle pietre
e inquietando lenzuoli di felci
che bordeggiavano incertezze di sentieri.
Non si percepivano, invece
turbamenti di voci
nei richiami che da altalene di rami
confidavano indizi per il rientro ai nidi.

LUNA GIALLORE DI CRISANTEMO
di Giovanni Torres La Torre

Luna giallore di crisantemo
cavalcando zoccoli premurosi
accarezza il respiro dei fieni.
Nel tempo che le sospende
indugiano costernate
memorie di amorevoli ritratti
ma invano
altre lune di conforto
indorano le pietre delle case
e sospiri si nascondono
nel fondo ancora sognante
di pozzi di passate stagioni.

IN MORTE DI NELSON MANDELA

di Giovanni Torres La Torre

Nel suo viaggio di luci e ombre
la luna corre ad avvisare
gli abitanti delle terre del Natal
quelli degli altipiani stepposi del Karru
e dei Monti dei Draghi
le acque del fiume Orange
e i sepolti vivi delle miniere d’oro e uranio
di Johannesburg e di altre tane: