La parola si fece silenzio

“DIARIO PUBBLICO”
di Giovanni Torres La Torre

A quel luogo della notte
luna solitaria del Monastero di Fragalà
tra veli d’inverno
negò il tempo della luce
e la parola ammutolì
immersa in altro silenzio
freddo di erbe umide.

Ad altro luogo di ombre innocenti
e per altri destini
dirada quel fumo di nuvole
che si rifugia
nel vuoto di fuochi
che hanno donato al vento
un riparo di lenzuoli
anneriti dal carbone.

La parola si fece silenzio
svanendo su umori di muschio
di pietre notturne
alla fontana della notte,
alla finestra che non suona l’armonica a bocca
né offre il fiore dell’amore che si può
vagando con gli occhi i nascondigli delle stelle
per trovare qualche nome da spendere
al mercatino dell’usato
il giorno che nasce la primavera
sorridente a rallegrare le foglie.

Ci sarà altro tempo
a cercare tenerezze
dei tempi sempre inconclusi
di racconti di giovinezza
per stupori di baci sul dorso della mano
di cavalieri galanti
le cui leggende di mulini a vento
il tempo rimpiange
varcando sogni di erbe profumate
luoghi senza tempo di eroi e santi
fontane e boschi di incanti
pergole di glicine e baci di Venere
fili teneri di paglia al Piano delle Luminarie
nelle terre di Ducezio, ruberie di Verre, di frumenti
di giardini di gelsomini
che muoiono di notte,
altri luoghi senza tempo
nei loro vestitini bianchi.

Primavera 2020

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