Un’altra vendemmia ha lasciato la stagione
e col rosso ramato alla bocca,
a ricamatrice di figure d’uva su lini per dote,
di un tempo e di cui
si sono persi i rimpianti degli ornamenti
di racemi e sparse stelle di gelsomini.

Mani amorevoli invitano a bere/evocando
fantastiche visioni
di altri mondi diversi da quelli che abitiamo
e ove la vita pare voglia perdere il senso di restare
di un desiderio di emozioni,
oh luna di chi cerca il bacio sugli occhi!

Un’altra vendemmia, cartolina Torres del 25 Settembre 2020

…non c’è più voce che dica
Quali altri segni del tempo
Possiedano più compiutamente i luoghi
Ove ombre di figure mitologiche
Si incontrano là per caso

Cartolina del 23 settembre 2020
Elaborazione Torres – Ripoll

Testo tratto da Bellezza mutante, 2019, Plumelia editore
Premessa di Aldo Gerbino
Copertina di Silvia Ripoll

L’arte è forse una mimesi
dell’ idea che è nelle cose?
lo chiese la luna a una sua ombra
copiando un ricordo.
Quella si smarrì nel tempo
e appena fu luce
era già morta.

Cartolina Torres, 20 Settembre 2020

Rimango ancora da queste parti,-
aveva confidato la luna,
-lascio in dono
agli innesti della tua luce
il desiderio d’autunno
di essere baciati sugli occhi.
Quando accadde
si seppe che era stata Demetra
a suggerire la voce.

Cartolina Torres
18 settembre 2020
Centrocopie, Mondadori point
Capo d’Orlando

Quando i Generali decisero
Basta con questo bordello di democrazia
Gli americani avevano già versato il contante
E l’aspersorio vaticano
L’acqua santa sul massacro.
Piani didattici e tiranni di ritorno
Si abbracciarono
In macabra danza di morte.

Dal romanzo Bandiere di fili di paglia di Giovanni Torres La Torre,
edito da Samperi, Messina
Patrocinio Arci – Lega cooperative di Sicilia.

Giovanni Torres La Torre, Cile, 1975
Estatecultura 2020, Mondadori point – Centrocopie, Capo d’Orlando

Di Giovanni Torres La Torre

Alle quattro del mattino, una boccata d’aria.
La luna dice che ne hai diritto, la guardi
Non solo con i tuoi occhi.
Innamorata del tuo destino
Ti chiede di scriverle qualcosa
Della vita e della comune amica
La morte.
Posso farlo ancora, rispondi.
Si scrive per chi
Non ha perso il diritto di leggere
Come chi guarda e chi ascolta,
Alla luce e alla musica,
Ma anche per i sordi e i ciechi
Sperando leggano la tua bocca.
Si scrive per grandi
E piccoli amori
Anche parlando col vento
Le cicale e le formiche,
Si scrive agli angoli deserti delle strade
Che hanno perso il nome
Il numero dei portoni
I nidi sotto i balconi.

La notte che verra’
in visita con bocca innamorata
a ombra sognante saprà confidare
il meraviglioso nome incompiuto
di un desiderio.

L’inquietudine che un confine contorna,
all’apparizione di un lumino
cerca la porta del sogno
ove risiedono antiche divinità,
ricama nostalgie di sentieri
che camminano coi fiumi ancora nudi
nella giovinezza di Ebe,
misurano il passo della vicinanza
dei canneti che si tengono per mano
nell’ascolto di musica di vita terrena,
cadenza di pensiero e stupore delle felci
di boschi d’autunno.

Brano da Stupore di felci di boschi d’Autunno, in “Bellezza Mutante”, Plumelia, 2019

Cartolina Torres, 8 Settembre 2020