Come le foglie

COME LE FOGLIE

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE
di Giovani Torres La Torre

Si sfilaccia il bel racconto
della Festa della Liberazione.
Increspature di ruggine
negli occhi dei nomi e delle parole,
faticano a guardare slarghi dolorosi dei campi,
di strade ove si insozzano le lapidi della memoria
e il passante allunga l’ansia all’attesa dei portoni.
Alla bestia nera
– era anche un padre o giovanotto
che la sera andava a fare baldoria nei lupanari del regime –
importava poco
dell’argento della notte di luminose costellazioni,
della fatica del pane e della vita di altri amori:
cercavano il sacerdote della carità,
l’ebreo o il comunista,
il bandito da appendere,
i libri da bruciare,
le piume del sogno nascoste nei cuscini.
Questa memoria si rinserra ora
nella venatura dolorosa dei nomi
di quegli antenati deposti in luoghi sacri
ove per devozione di libertà si torna,
là che i passi avevano dimenticato ai margini
vita di erba e brandelli di camicie di flanella.
I tanti giorni della vita e della morte
tramandano diversità di nomi, come le foglie:
nella sorte della primavera e dell’autunno,
nascendo e cadendo c’è sempre il sangue
che macchia le ginocchia.
Il ricordo non può bastare,
se avrà ancora nome, sarà quel sangue,
la parola e quella carne.

Capo d’Orlando, Aprile 2018

 

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