Uccelli del paradiso
possiedono bellezza di ali
che si può concedere
alla visione di infiniti silenzi,
di quando intrecciano azzurrine melodie
in tremiti sottili di variazioni.

Il senso pieno o smerlato
in congiunzione di voli
e la mobile geometria delle scienze dell’universo,
cercano in quel cielo
la nostra trasparenza
che finge, per mercato di vivere
di non conoscerne il nome.

A sera che verrà,
scende dalla luna
a denudare le sue fasciature
un nascondimento
in sofferenze di carezze
e un sogno
di un sogno nascosto alla palpebra di un lumino.

Altrove, smielata dai tempi
lunghi del suo languore,
risonanza di flauto,in scrittura, fa capolino
presentando il saldo del ristoro
alla manica larga larga di grazie di donna metamorfosi
che par venuta a offrire al viaggio
un soccorso cangiante di mappatura.

All’enigma di partire ineguale al risaputo,
voci misteriose di uccelli notturni,
dal bosco di Ducezio e cun multa bastanza
svelano pensieri di sottolineature
e vaghe tracce di devianze
a margini di punteggiatura
come sventura di precipizio di stelle.

Riprende fisionomia
la dimensione del tempo dimenticato
di bagnarsi le labbra
al calice di dionisio,
a leggerezza amorosa di foglia
che si lascia andare
al respiro lieve del glicine.

Nell’accadimento del sublime
che svolta l’angolo di partire
un corteo di alberi di paesaggi umani
incorona di alloro
di grafemi e fonemi
il silenzio che rimane
nel possibile e nell’impossibile del suo eterno.

Capo d’Orlando-Naso, bosco di Amola, Messina
14 .11. 2020

Fioriture d’inverno
una nell’altra
se della vita delle stagioni
non si vuole perdere
la bellezza transeunte e fuggitiva.

Cartolina Torres, Estate di S. Martino, 2020
Bellezza mutante, Plumelia 2019
pref. Aldo Gerbino, copertina Silvia Ripoll
Mondadori point, Capo d’Orlando

Luce di sua luce
lascia il candore dell’alba
ad altra purezza di fiato,
si fa squarcio di velo
per accogliere
debiti segreti di nuovi amori.

È la vita che continua nel paesaggio,
trovando attese incompiute di spiragli
la sinfonia del giorno
alza stupori di vegetazioni
con trecce di more in desiderio di labbra.

Cartolina Torres, 11.11.2020
Roveto ai margini di Trazzera Marina

Dormono ancora le mani
e i fiori
e teneri colori di tappeti d’erba,
la luce che appena traspare
e cerca un nome da leggere,
dorme sonno innamorato
sotto il guanciale
e giallore di luna in tepore,
dorme gelsomino innamorato,
sino all’alba, quando arriva
l’ora di andare.

Opera Ripoll-Torres, tecnica mista, 2019.
Esposizioni permanenti Centrocopie e Mondadori point,
Capo d’Orlando

Dal silenzio alto delle rocche del Rosmarino,
il flauto di Pan
si lascia andare
per umidità di rivoli
si espande al basso delle acque
nel primordiale silenzio di riva del Tirreno
in vocazione di ascolto di canto di ninfe.

Potenze terrene e divine
vagano da quelle parti
in tremiti di eco di canneti
che rincorrono vergini odorose di muschio
nel gioco dello smarrimento
con umidità di sentieri
e voci di pastori e di capre sacre.

Altre ombre di belle gambe
muovono orme leggere di passi
in ascolto di belati visibili e invisibili
che anelano a congiungimenti divini di poesia.
c’è posto da quelle parti di silenzi e parole
per fantastiche visioni
in desiderio di giochi di foglie.

S. Marco d’Alunzio, Torrente Rosmarino, Messina.

Torres, “Ninfe”, china, 2019

Si può dire che la bellezza di un volto
non sia solo una particolare fisionomia
ma, ancor più
una specifica qualità di desiderio di esser vista
come trascendenza di una realtà.

Essere guardata, si chiese foglia d’autunno,
è forse voglia di mostrare,
anche cadendo, una presenza nascosta,
un occulto di me
che era vita e che muore.

La bellezza, rispose l’indovina
leggendo emozioni di nervature di foglie,
non è soltanto stato di esistenza formale,
ma quel desiare trasfigurante
di ombre e luminarie.

Inferi e superi, proseguì, di amori
di tenebra e luce, li visse Persefone:
per rinascere bisogna morire,
gioco umano e divino
è il senso eterno dei misteri eleusini.

Opera Torres-Ripoll
esposizioni permanenti
Centrocopie e Mondadori point, Capo d’Orlando

Dove nascono e muoiono le foglie
nella luce delle loro stagioni
quegli anni
sono doni in catacresi.

Si tengono per mano sulle chiome
nei tempi dei possibili amori
dialogano in ogni sinfonia
delicatezze di tempi di natura.

Armonizzano il loro essere o non essere
a volte con espedienti,
cercando complicità per vivere un delirio
di cui non possiedono l’identità per definirlo.

Raggiunto il congiungimento con Arianna,
un gioco musicale in libera uscita
troverà la sua quieta
nella generosità vitale della terra.

Parco di Scafa, Capo d’Orlando, Messina, 2.11.2020

Cartolina Torres
Mondadori point e Centrocopie,
esposizioni permanenti Torres-Ripoll

In viaggio, tra i cieli dei defunti,
memoria di loro riposa solitudine di foglie,
di ansia di onorare risonanze di anime
oltre i giorni dei rimpianti.

Altri silenzi di tempi dimenticati
e lasciando oscurità di radici in occhi cavi,
nel tempo stabilito sveleranno segnali di Persefone.

Sarà facile, allora, sorprendere alla bocca
fragilità di istanti di mieli
nella stagione dei loro incantesimi
e voglia della luce di toccare la chioma dei cieli.

Nel viaggio di passi comuni sulla terra,
scorreranno, sottraendole all’onda
sventure di parole naufragate in fondali di alghe
sicché la vita tornerà a ingenerarsi in mandorli di madreperla.

Capo d’Orlando, parco di Scafa, sul Tirreno

Cartolina Torres del 31.10.2020
Centrocopie e Mondadori point,
esposizini permanenti Torres-Ripoll

Assillo di non conoscere
il sentiero alla marina.
ad ogni svolta
sentinelle di ginestre
indicano con sguardo puntuto
incertezza di altro dirupo.

Più in suso, un alloro
e poi pergola di glicine
con vaganza di inviti
segnalano fioriture
di rameggi di altre colline
e slittamenti di erbe ferite.

Il testo che emerge
è toponomastica del dubbio permanente,
senza segnali di confine
si procede così annusando musica di vento,
un gioco che accarezza la natura
eteronomia delle cose della vita e della poesia.

Opera di Ripoll-Torres, 2019
Esposizioni permanenti presso
Centrocopie e Mondadori point,
Capo d’Orlando

Veniamo per ascoltare
a rivoli che congiungono
sorrisi d’acqua,
il racconto del tuo viaggio
brillante di rugiade.

Canto di natura svela l’anima,
il godimento che ritrova l’autunno
al passo di suono che ancora dura,
andante, in languore
di carezze dimenticate.

Riprende,così, la dimensione
del desiderio di bagnarsi
in nascondimenti di maree,
o alla fonte, mani labbra e belle gambe
prima della discesa di Persefone all’ Ade.

Gaudente, un mistero senza regole
e lasciando il passo al sublime dell’accadimento,
ascolta ora voci di strutture interiori
di tutti i silenzi
superstiti alle stelle cadenti.

Vibrazioni di canneti,
fonemi e grafemi di notti di antico vino
e incompiuti al bacio desiderante di Venere
di libri mai letti
di suoni mai uditi di venti.

Opera di Torres-Ripoll, 2019
Collezione privata