di Giovanni Torres La Torre

Figure di tango vi amo!
tempi binari del Rio de la Plata,
d’Argentina o Uruguay, vi amo!

Fiori popolari di musica e danza,
alberi del cielo e parole e vite di amanti,
vi amo senza pudore!

Nessuno conosce di voi
nome di padre e di madre,
vi amo anche per questo!

Nessuno vide quale amore di sangue e sete cercò il fonte battesimale,
fu allora che la cecità del poeta vi bagnò con sale e acqua,
segnandovi col nome di Pensiero Triste Che Si Balla.

Noi, ora, eredi della bellezza mutante
di quel nome, e dei vostri anni di sorrisi e lacrime e nostri,
vi proclamiamo Patrimonio dell’Umanità.

Capo d’Orlando, Notturno di poesia, musica e danza.
Presentazione del libro “Bellezza Mutante”, di Giovanni Torres La Torre
Piazza Matteotti, venerdì 9 agosto 2019

MUSEO ARTE DELLA CERAMICA
Palazzo Serio
S. Stefano di Camastra (ME)

“Notturno di musica e poesia”
con la presentazione del libro “BELLEZZA MUTANTE” di Giovanni Torres La Torre
27 luglio 2019 ore 20.00.

Relatore il prof. Aldo Gerbino, critico letterario.

Mostra di opere del poeta e dell’artista catalana Silvia Ripoll Lòpez

Premessa al “Notturno”

Una brevissima premessa a questa serata voglio dedicarla alla Luna, anche in omaggio alla memoria di Federico Garcìa Lorca, mio maestro di amorose parole e sogni visionari.
Lo faccio anche a nome dell’artista catalana Silvia Ripoll Lòpez, sua conterranea e traduttrice di mie opere dedicate al grande poeta.
Con lei ho voluto inaugurare, sin dal 2015, una stagione di omaggi a Lorca proponendo ai Comuni ove abbiamo celebrato i nostri notturni, di ricordarlo piantumando gelsomini della memoria in suo onore.
Cosa che vogliamo fare anche questa sera, consegnando al direttore del Museo, una pianta e chiedendo venga messa a dimora nel giardino che guarda il mare.
Ci proponiamo di realizzare un’opera di ceramica, dedicata al poeta, e comporla nel laboratorio Frantantoni, in omaggio, anche, ai maestri ceramicari della mia gioventù, i “Fratelli Fratantoni”, che cuocevano i loro manufatti in fornaci a legna.

Dicevo un omaggio alla luna, che molti poeti hanno fatto in questi ultimi giorni, a memoria di un mirabile avvenimento.
Io parlo della mia luna di visioni, inquieta, che a piedi nudi va e viene, si avventura con il suo pallore di cera a visitare gli amori e le macerie del mondo; bussa alle porte, cerca riparo alle sue sventure; piangendo per le altrui come fossero sue colpe, tende una mano di miele, a chi naufraga, non potendo fare altro, mentre aleggia l’ignavia complice del mondo sta a guardare.
Sulle sue tracce si è avventurato anche il poeta critico letterario Aldo Gerbino che ascolteremo tra poco.
E’ una luna visionaria, la mia, come dal titolo di un libro del 2015, Canto per Federico Garcìa Lorca, pubblicato da Prova d’autore con prefazione di Stefano Lanuzza.
E la luna di Miguel Cervantes, quella delle notti delle civette, dei merletti ai gelsomini senza tempo, delle camicette bianche con intarsi di due lune nelle punte del colletto e di cui confondi le gobbe, crescente, calante, in frantumi di specchio.
E’ la luna nascosta nei nidi dei Monti Nebrodi, sul carrubo del mio cortile, travolto dal vento; è la luna alle lune dei portoni ricamati in ferro dai fabbri del quartiere Rabite o dai vecchi maestri del paese delle antiche campane, Tortorici, o dei coltellai di S.Angelo di Brolo.
E’ la luna in candore di vestitino nei giorni di festa di gala.
E’ la luna dei lupi mannari e dei cieli solenni sul Monastero di Fragalà.
E’ la luna dei tremori di foglie nel silenzio dei boschi.

E’ la luna dello sconforto e dell’amore, per come sentiamo che possa essere, in emozione ed empatia.
E’ la luna della lontananza, della passione, che piange o ride, dolente o felice: cammina da pallore a pallore e ci conduce per mano nei suoi e nostri vagabondaggi.
E’ la luna dei funesti chiarori, nella notte quando nevica, dai gelsomini, nostalgie e rimpianti.
E’ la luna della poesia che ha residenza in ognuno di noi; è l’amorevole custode di ogni nostro sospiro, come fosse non solo divinità del pane e del vino.
La parola della poesia è felice d’esser qui e parlare con voi. Grazie.
E’ ora la volta del prof. Aldo Gerbino di cui mi onoro di annunciare le parole.

Giovanni Torres La Torre

di Giovanni Torres La Torre

Soavità di silenzio sul mare,
ventaglio di petali di rose
sceso dalla collina in abitino viola
che si schiarisce nell’azzurro
a tenerezza d’onda in fioritura.
E’ un sollievo di carezza d’aria
che il gesto culla con trasparenza di velo
ricamato sul seno notturno delle stelle.
La parola che affiora dai giardini marini
è un godimento che indugia alla soglia della notte,
merletto di languida camicetta
alla risposta dello specchio
interpellato di chi fosse la più bella del reame.

Anche le pietre mostrano la loro anima
innamorata della polvere:
un profilo di carne in venatura di roccia
si fa mutante agli occhi che accarezzano
immagine eterna del bello di natura,
fuggitiva se di nuvola
e transeunte come abbaglio.

di Giovanni Torres La Torre

Si può anche fingere di non udirlo,
ma il suono che parla del tempo della vita
è già sera di istanti
che trattengono il fiato del borgo marinaro,
risonanza che si accarezza allo specchio,
e scruta l’attesa della mano.

Apre il suo gesto nel suono delle prime pietre
un desiderio di sete in sussurro,
ma poi, salendo bacia i volti nel verde di riva
con increspature di lusinghe,
improvvise agli occhi ma presenza perenne
nell’insenatura che accolse Ducezio.

Memorie di viaggi resistono ancora
su gelsi della collina di Calacta,
nel sonno selvatico del fico
e più in là, siepe dell’anima
nel silenzio innamorato del suo respiro.

A ben ascoltare, un garrire di rondini festose sotto la luna
cerca l’ultimo quarto che ancora nasconde la sua bellezza mutante.

La grande regina del firmamento,
amorevole amica di ogni dolcezza,
anche quando cambia vestitino e si tinge di nero,
sussurra: “Amiche belle,
tornate domani,
sarà altra festa!”.

Bella Costa, 12 luglio 2019

Bosco di CaroniaPh. Carlo Columba

Troverà il suo cielo ala di farfalla
alla collina
nell’ansia di partire
e in sua bellezza volitiva
con dolcezza di occhi
si farà rapire
dall’azzurro biancore dell’infinito.

Resteranno nella vigna
file incomposte di desideri svaniti
e in sogno
a recitare pagine di rimpianti
di quella vita.

Capo d’Orlando, in collina, 7 Luglio 2019

Capo d’Orlando, “Piccola galleria” presso il Centro Copie, via Amendola n. 45, esposizione di opere di Silvia Ripoll Lopez e Giovanni Torres La Torre, già in corso.

Capo d’Orlando, “Spazio d’arte” presso Antica libreria point Mondadori, Piazza Matteotti, esposizione permanente di opere di Giovanni Torres La Torre, già il corso.

Santo Stefano di Camastra, Museo d’arte della ceramica, dal 27 luglio 2019 mostra di opere di Silvia Ripoll Lopez e di Giovanni Torres La Torre.
Notturno di musica e poesia con la presentazione del libro “Bellezza mutante” di Giovanni Torres La Torre.

Capo d’Orlando, 9 luglio 2019, Piazza Matteotti ore 21:00 Notturno di musica e poesia e presentazione del libro “Bellezza Mutante”.
Parteciperà agli eventi il critico letterario e d’arte professore Aldo Gerbino.

di Giovanni Torres La Torre

Sono foglie smaniose quando sentono
sotto il pelo della camicia
il martello di un battente sul noce innocente del petto.
Sussultano nel silenzio
l’echeggiare del ferro
e le voci che in supplenza
chiamano nomi.
Eppure, la ruggine di cuore alla toppa
aveva i grumi delle cose remote,
e i rovi, scalcinati negli occhi
di scasci di muratura,
senza più lacrime per piangere.

Capo d’Orlando, Biblioteca Comunale, 2 luglio 2019

Piccola galleria “Arte itinerante”

Aforisma del giorno:
Se il silenzio non si lascia accarezzare, corre al suo deserto

Giovanni Torres La Torre
Bellezza Mutante, prefazione di Aldo Gerbino, Plumelia, luglio 2019 opera in copertina di Silvia Ripoll Lòpez
(poesie 2017-2018. Pag. 250, euro 18)

“Diario pubblico”


di Giovanni Torres La Torre

E’ la bellezza di un archetipo che si mostra in copertina del libro, in corso di stampa per Plumelia edizioni, con prefazione del critico letterario e d’arte, prof. Aldo Gerbino.
Ci soffermiamo sull’immagine di bellezza di natura, archetipo, si diceva, al quale, per sua denotazione di patrimonio dell’umanità, hanno sicuramente guardato le grandi opere, in somiglianza, di Fidia e Canova.
Un dorso femminile, opera dell’artista (smartphone-Art) Silvia Ripoll Lòpez, di cui si occupa il critico in una nota del libro, con adeguata competenza di mestiere.
Vive a Capo d’Orlando, catalana di nascita, siciliana di adozione in questa parte dei Monti Nebrodi, signora, come la si può definire, della metamorfosi, di visibilità mutanti, del bello che appare e non appare, nei suoi viaggi nel territorio.
Figura d’arte, la sua, in impasto di anima, carne e acqua e polvere rossastra del marmo di S. Marco d’Alunzio, della sua storia, delle rocce bagnate dal torrente che fu della Dèa Ghida e ora di nome di fiore, Rosmarino, che la poesia fa risuonare, nelle sue visite alla dèa Thiana, rifugiatasi in tane di quelle rupi.
I fabulatori di luoghi, poeti, viaggiatori, divagano con le parole del viaggio, delle visite, intingono fili di paglia per scrivere di bellezza nel tentativo di creare un mito, nella identificazione di immortali punti esistenziali di riferimento che ogni essere vivente della terra possiede: una fonte, un castagno, un muro, un rudere, un nome, un profumo, una voce, un frutto, l’opalina di un ritratto, ognuno con la propria semplice memoria, o nostalgia o rimpianto.
E ancora, il linguaggio, di comunità, di fauna, la fisionomia che il lavoro degli uomini tutela nel rispetto della natura, o l’arricchisce con opere creative.
Da quelle parti del mitologico torrente si può anche andare a far visita alla dèa Thiana, bagnarsi in quelle acque e assumere sembianze di divinità, come può essere capitato alla figura in metamorfosi dell’opera di Silvia Ripoll Lòpez, nel viaggio alla ricerca dell’emozione creativa.
Ognuno ha il suo modo di esser solo; non si può nelle piccole e felici carovane del turismo agreste che è altra felice occasione.
Rousseau non avrebbe potuto pensare alle sue fantasticherie del passeggiatore solitario, connettere le sue passeggiate con la solitudine e la meditazione, compiere il traversamento in cerca di una dimora, o altri, apprezzare i presidi di rose in siepi guardinghe agli orti contadini lungo i fiumi, o le splendenti ginestre che trattengono scarpate di rovi e noccioli.
Nel camminare, vita e scrittura si tengono per mano, aiutano a capire e sentire come un gelsomino senza tempo è tempo della vita, meritata solitudine.

Capo d’Orlando, Giugno 2019

Eventi in programma: S. Stefano di Camastra, 27 luglio 2019
Capo d’Orlando 9 agosto 2019

BELLEZZA MUTANTE, di Giovanni Torres La Torre, editore Plumelia, con la presenza del critico letterario Aldo Gerbino.

MOSTRA: con Silvia Ripoll Lòpez e Giovanni Torres La Torre, Museo della Ceramica, S. Stefano di Camastra- 27 luglio 2019

Gli eventi sono patrocinati dai Comuni

di Giovanni Torres La Torre

In quel camminare di tratti d’ombra,
a parlarci ed ascoltare, avventure mentali di eleganza
si connettono con gli orientamenti
di quelle bellezze di nervature di foglie
che amano però smarrirsi nei bordi
ove giungono, ai confini, per ritrovarsi.

Ti prende per mano, all’ultimo grappolo,
una stretta di carezza, e nei filari
delle sere, uno smarrimento di periferie esistenziali,
il fallimento della vendemmia
come se le parole di tutti gli alfabeti,
di innesti o potature non fossero state sufficienti.
In supplenza, ora, ritrovi in calice
di altro vino, una consolazione
come in nido che non vede altra residenza,
luogo quieto che fu di vita di raccolto
e poi, commiato di farfalla, inquietudini di ala
che veleggiano l’ultima collina
forse a cercare un’isola di silenzio con nome di vento.