La polpa impietrata si scoagula in bacca o rosso di papavero e dona il sangue alla vita.

Da Bellezza mutante, Plumelia editore, 2019.
Premessa di Aldo Gerbino, opera di copertina di Silvia Ripoll,
Libreria Mondadori point , Capo d’Orlando.

MATERNITÀ, I975, Collezione privata.

Paesaggio umano, Primavera 2020

Una dea presiede il cenacolo del paesaggio,
è forse Flora
nel volto che non ha preso fisionomia
ancora in incipiente ornamento di primavera
in occhi di gemme sulle alture della Valle del Fitalia.

di Giovanni Torres La Torre

Questo è ora il tuo corpo,
ricordo e cenere del frumento di sconfinante colline
in giallore di sole che matura ancora le spighe,
accorda chitarre di cicale e grilli,
ingrandiva richiami striduli di uccelli;
corvi e altra specie in vocazione di rapina,
sono tornati lungo orizzonti di fatiche
nelle terre spogliate da Verre,
ladro dell’Impero di cui fu Pretore,
storia tramandata da Cicerone
nella bella scrittura delle Verrine.

Ascoltando e vedendo uno spettacolo di danza, si ha la possibilità di godere una sorta di trasferimento nelle facoltà vestibolari-labirintiche del corpo danzante. Si mettono a prova le nostre facoltà, sottraendole, come nel sogno, all’ equilibrio terrestre.

Danza degli uccelli del paradiso, 2020

Di Giovanni Torres La Torre

I
Era festa quella sera a Guernica
e del poeta che aveva consegnato alla poesia
il mistero pieno della vita, invano chiedevi:
nessuno ricordava i nomi dei fiori del miele
né l’anima del cantore
l’impossibile amore, dolorosa ferita
nel terreno del suo giardino d’agonia.
Nessuno ricordava il nero delle lacrime del papavero
né il colore del fieno o del giglio della camicia,
la freccia al cuore della madonna pellegrina
e la la bocca della rosa che non cercava l’aurora
cercava altra cosa.

Non più scorrevano dopo tante lune
alle foglie del gelso della fontana delle lacrime¹,
le gocce amare che nel tempo non lontano
avevano negato ristoro
a labbra con pallore di morte.

II
Dopo, fu il giorno di Guernica²:
la storia racconta che a spaventare le rondini
improvvisi nel cielo rombarono i bombardieri;
caddero i vivi, foglie nell’autunno della quercia
alla cui ombra sostavano i re di Castiglia³,
nei tempi felici ad ammirare i rilievi vegetali
che fasciavano l’età dell’antico tronco del giuramento,
le vegetazioni che avvolgevano il racconto
un tempo fastoso nei ricami di arazzi di ruggine e oro
e musiche di navate gotiche
sospese tra gli incensi, nostri profumi smarriti,
delle cattedrali di Siviglia.

III
Più in là, i volti erano già fisionomie stravolte
nei segni del pittore che urlava al cielo con pazzia di madre
e il silenzio, tra le braccia, di bambino morto
e il lume sconvolto che si sporgeva da varco
a tentare una luce alla speranza di piccolo fiore
il cui nome innocente
invano cerchi ancora nei registri dei risorti4.

  1. Il poeta venne fucilato dai soldati di Franco a Viznar, il 19 Agosto 1936, presso una fontana detta “fuentes de las lagrimas”
  2. Era il 26 Aprile del 1937, le vittime furono 1654, il bombardamento su Guernica fu opera della Legione Condor
  3. I Re di Castiglia si recavano ogni anno a Guernica per rinnovare, sotto la “quercia della libertà”, il giuramento di fedeltà al loro popolo.
  4. Pablo Picasso dipinse Guernica, su incarico del Governo repubblicano, per l’esposizione mondiale di Parigi nel 1937.