In evidenza

di Giovanni Torres La Torre

E’ ancora lei, a piedi nudi e lieve nei polpastrelli di luce
a bussare alla vetrata dei fiori.
Ivi, petali di tante anime si consolano nei colori di Plinio
sulla guancia ricamata di un cuscino,
e, alla sera, nel saluto alla chiaria di prima
che già in confidenza con trame
di misteri notturni non si sottrae.

Bussa ancora, cercando riparo,
come quella volta rapita in camicia da notte
dal barbiere del paese, visionario lettore
di Miguel De Cervantes
quando declamava le sue follie
a malcapitati di una passata di barba.

In evidenza

Bellezza mutante è la raccolta poetica di Giovanni Torres La Torre che vedrà la luce, per le edizioni Plumelia, in tempo per gli eventi di Poesia e musica, dei notturni di presentazione.

Il libro si avvale della prefazione del critico letterario Aldo Gerbino.

Già dal titolo è facile dedurre come la tematica della bellezza, non solo del paesaggio, sia il filo conduttore dell’intera opera.

“Paesaggio dell’anima, delle parole e delle cose”, è il titolo di una poesia che offre una sintesi lirica anche di problemi di estrema attualità e che, comunque, l’autore ha sempre collocato in tutta la sua produzione.

“L’amore per la terra”, scrive il prefatore in una breve nota che anticipa la sua prefazione, “lo ritroviamo in altre poesie”, dai titoli:
“Il viaggio del torrente Rosmarino”, “Colori d’autunno sui monti Nebrodi”, nella fascinazione del bosco di Caronia, “La giornata della terra”, “Il paesaggio e la bellezza in verde bluastro”, dedicata al mare, e “Visibilità mutante con seconda pelle”, “Tramonto sul mare di Capo d’Orlando”, “Stupore di felci nei boschi d’autunno”, “Sui monti del Parco dei Nebrodi”, sono alcune composizioni del grande mosaico della bellezza che richiama la produzione onirica di Gaudì.

I critici letterari che si sono occupati della complessa produzione di Torres (pittura, scultura, ceramica, narrativa, poesia), possono essere accomunati in un giudizio del primo recensore, Lucio Barbera, che lo definì, su una terza pagina della Gazzetta del Sud, “Un fiume in piena”.

Scheda a cura della libreria Mondadori, Piazza Matteotti Capo d’Orlando.

Giovanni Torres La Torre, Omaggio a Gaudì, 28 Maggio 2019

Opere di Silvia Ripoll Lopez


di Giovanni Torres La Torre

Ovunque tu giunga, oh Luna!,
il volto che mostri ti assomiglia
e nell’eterno che si ripete
di amorevole vita, mai perso
si rinviene nel giallore di tuo fiore
il respiro odoroso di prato e glicine,
la luce linda di specchi di mare,
di brezza di vento che accarezza
respiro di suono,
languore di volto nel fiato che si affanna
in fatica di polmoni di organo a canne.

Deve esser stato velo tra i capelli
prima che giungesse, furente
dalle Isole del Vento
e onda dopo onda, racconto fragoroso
di avventura di mare.

Il comune di Capo d’Orlando patrocina l’iniziativa denominata SORTEGGIO DI BENEFICIENZA per l’acquisto di un holter per la cordiologia dell’Ospedale di S.Agata Militello.

La prof. Rosetta Vitanza coordina il lavoro delle sette associazioni che hanno aderito. Saranno sorteggiate 8 opere donate dai seguenti artisti: Caputo, Darvin, Merlino, Ripol Lopez, Torres La Torre, Parla, Pavazzoni, Gnitto.

Il sorteggio si terrà giorno 30 maggio nei locali della biblioteca comunale ove le opere sono in visione.

Giovanni Torres La Torre

ringrazia per l’attenzione

 

Parte seconda


di Giovanni Torres La Torre

Larga e tranquilla nel gesto di una carezza
che ha dormito per tutta la notte,
la stella del mattino apre il concerto del mare.
La risacca incede con passo da sposa
e la sua spuma si fa trina e velo;
luce di bellezza erede della luna piena
annuncia la figura del giorno
con numeri e alfabeti e bolle di sapone
che cercano anime da abitare,
lasciate le infinite stelle ai loro sogni
e gli amanti intenti a tramare le passioni dei loro giorni.

Sinfonia del Mare era andata sull’Astro di Astolfo
a passeggio con un corteo di nuvole
e lumini incerti di palpiti di stelle;
alla prima che si accosta, lieve in scarpette da minuetto,
la bella amorosa chiede:
“Come mai da queste parti e in ore di sogni, amiche belle?”.
Una di quelle e con vezzo da operetta, rivela:
“Siamo in visita per onorare la tua luce;
c’è un granaio nell’Isola della Formica,
da quel grumo nascosto
a riva e per segrete gallerie giungono bianche giumente
cariche di frumenti per ingravidare la terra:
puoi illuminarci la strada
per la festa dell’accoglienza, oh amica dei misteri?”.

di Franca Sinagra Brisca

Il nuovo libro di Franca Sinagra Brisca, presente anche nella sezione Ospiti, appena pubblicato da Pungitopo, è una biografia che intende ricostruire la misconosciuta storia  di vita della galatese Teresa Fazio, moglie dell’on. Francesco Lo Sardo, martire di libertà nelle carceri fasciste, e che si pregia della presentazione di Simona Mafai.

di Giovanni Torres La Torre

Vocazioni armoniche squillano con fiati lontani,
evocano leggende dell’anima, essenze fragili
di notturno di gelsomini
con eterna figura di orlo dorato
di collare di luna in cerca di lucciole
nel campo che sconfina verso il fiume
e le note del pianoforte di Gelsomino Senza Tempo.

Si può immaginare siano
traslazioni di note dell’anima,
trombe e flauti che vagolano per la valle;
nel sogno non si lasciano svanire
altre cadenze di bellezza immaginifica
di pitture con prati fioriti ed erbe medicinali,
di giallori di margherite e altre risonanze
di colori di Plinio.
Si può anche incontrare, da quelle parti di acque di mulino
un castagno con silenzi nascosti di ricci
o di altre siepi arabe
con intagli materni sui lenzuoli di lino,
o altri angoli di ricami in delirio
a raccontare una passione di volo di farfalla,
il salto veloce di una ninfa, nuda nel piede
al guado per altra riva.

di Giovanni Torres La Torre

Alle porte chiuse di Franco Blandi
nel 1° maggio 2019                        

Muto, il chiodo della ruggine
non allerta più il vicino di casa
anch’egli smarritosi
per le strade del mondo.

Non si ode il violino cigolare
al castagno delle porte,
non trema nell’angolo
la palpebra di luce al ritratto degli antenati,
né riposa il lievito
nella creta di antica eucarestia
coperta con foglia di fico.

 

di Giovanni Torres La Torre

C‘è ancora un silenzio nascosto di nidi
là dove erano caduti i ricci
con gli occhi riversi al cielo delle fucilazioni
e le foglie ramate d’oro dei nomi dell’epopea
ancora impiccate agli alberi delle strade
o pestate nei sottopassi urbani,
nei pagliericci intossicati di Via Tasso,
appese alla ruggine desolata dei lampioni
o braccate negli inverni delle selvaggine.

In ansia di abbracciare il ritorno dei loro nomi
addobbiamo altari di allori avendo ricevuto in dote
le ferite delle loro maglie di lana
sferruzzate dalle madri della speranza.
Vorremmo meglio capire cosa hanno ancora da dirci
che non abbiano tramandato,
oppure se quei sogni si sono incancreniti.

“Diario pubblico”
di Giovanni Torres La Torre

  – A Fatima Zara Lafram                                             
– Alle fanciulle che corrono per le strade del mondo,
Greta e Martina

Al ventre della Terra
che partorisce le spighe e il melo,
all’angolo divino del regno
che origina la sorgente,
ai passi che corrono i sentieri,
a Fatima per amore di sognare e vivere:
madri e figlie di ogni giorno
con voi le parole della poesia
celebrano i diritti di esistere
senza ferite.

Canta per voi la luce quotidiana
di Acqua, Aria e Terra, del loro ventre
che partorisce la spiga e il melo.

Capo d’Orlando Mare, Aprile 2019