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Diario pubblico
di Giovanni Torres La Torre

Contorti e complessi gli slanci della primavera;
si lamentano le gemme
in gioia di partorire.
Gli spazi di sentimenti
di natura dolce
cercano un pentagramma
di calma e colori di vita.
Divinità della terra
assistono i parti
in variazioni musicali
lente e fragorose di gioia.
Ogni finale
resta sospeso in gioco di mani
a scrivere la fatica
di vita e morte dei giorni.

Otto Agosto, in memoria di Federico Garcia Lorca

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Sogno che entra dalla Porta di Corno di Penelope,
sogno senza ferita

Cartolina e testo di Torres
Estatecultura 2020,
Centrocopie, Mondadori point, Capo d’Orlando
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“Diario pubblico”

di Giovanni Torres La Torre

Abitiamo la morte,
Sepolcri e serenate ai balconi,
Ne siamo gli amici più cari
Nell’indolenza dei giorni.

Luna d’amore
Annerisce il cielo
Affollato di macerie di sogni
E pietosi lenzuoli.

Il nostro oltraggio abita la terra
Colpevole,anche, di sopportare
Tiranni di ogni religione,anche la nostra
Che si perde a capo chino.

Capo d’Orlando, 5 Agosto 2020

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di Giovanni Torres La Torre

 

Poi il silenzio di sempre
venne a stringere il collo alla notte
mentre le acque in verde bluastro
della bellezza cantata,
continuavano a battere gli scogli.
Ma, là in agguato, una mano
compagna di strada della vita, ghermiva gli anni
a fanciulla innamorata del mare.
Da sopra il monte, moneta d’oro incompiuta,
la luna, passando tentò di dire qualcosa,
e gli oleandri, fragili e intimi
porsero i loro fiori.
L’ultima luce del giorno svelò dopo,
al bordo delle pietre, il confine tra vita e morte
affidandolo ad altri contorni
che sbiancano come calce l’onda
accarezzando innocenza di rosso fiore.
Eterna ammutolisce la parola
sullo stesso confine della bellezza
ove il tempo semplice e innocente
questa volta ha lasciato libero
un nome di aquilone.
Non è dato sapere se ci saranno ancora
parole per cantare la bellezza bluastra
del mare, per accarezzare quelle acque,
i fiori e le erbe di Gea
e i sogni nelle forme del bello
dei suoi quaderni,
ove la vita continua in luogo impossibile da dimenticare,
come fosse suono di pianoforte,
anni d’amore di una goccia d’acqua
che si percepisce come perpetua,
al mascherone della fontana,
nella carezza della sete,
punto esistenziale di riferimento
sottratto un giorno alla vita
con violenza di piccone.
Gea , addio.

 

Capo d’Orlando, 7 agosto 2017

Foto di Silvia Ripoll

Eppure, eppure,
si vive ancora
a cercare
di tanta bellezza
il biancore
di quel cilestro
che si aggira
nei mercatini
di musiche
e parole banali
esuli
di ultima tenerezza
di gelsomini
e glicini.

Ultima tenerezza, radiografia.
Opera e testo di Torres, 31 Luglio 2020
Estatecultura, Mondadori point e centrocopie

…per quali frutti

gli uccelli impollinano

la vita…è forse

il nespolo

o l ‘albero del sorbo che

non beve,

forse l’ulivo

con grappoli

di cenere…

Cartolina e testo di Torres
30 Luglio 2020