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Non doveva assaporare
la sacralità dei semi,
la condanna fu aspra
più del frutto proibito.

È ora in viaggio
verso il regno dell’inverno
lasciando la madre
in costernazione.

Si narra anche
che fu col sangue di Dioniso fattosi seme
che crebbe il melograno
col frutto ferito alla bocca.

Ad altre storie
desideri di inquietudini umane chiedono soccorso
per vivere come meglio si può
comuni destini di brevità di stagioni.

Cartolina Torres, 22.10.2020
Mondadori point e Centrocopie
esposizioni permanenti Torres e Ripoll
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In intrigo di arsi vivi
patiscono la menta selvatica
l’erba moscatella e il gelsomino,
altri occhi in tenerezza di sfinire
distolgono lo sguardo dalle rovine
ma le orbite ci guardano, cave
ove abitiamo, mute di pianto
e note dimenticate a margini di giorni.

C’eravamo in quel luogo
disperato di nidi
a decifrare fughe di api e formiche,
sfaldamento di soglie
in eterno tremore e vissute indifferenze
di storie e consunti destini
che ci hanno già preso per il collo.

Cartolina Torres del 17.10.2020
Centrocopie e Mondadori point
Esposizioni permanenti Torres-Ripoll
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Non appartenendogli doti di scienza
disse di un percaso
l ‘incontro con elementi del cosmo
di loro forme
perpetue e mutevoli
di luce e notte
del loro essere.


Si chiese
dove fosse rimasta
pedipedi
orma superstite alla grotta di Lascaux
e se vive un erede dell’uomo supino sotto il bisonte
e in quali caverne dei nostri giorni e per quali emozioni
uomini e bestie sono carne di roghi di sacrificio.


Lasciò detto
che su montagne di pietre
a futura memoria
si dicesse
dei desideri estremi
delle vittime
di tutti i genocidi.

Cartolina Torres del 13.10.2020

…se dunque ogni corpo celeste
Viene attratto dalle masse circostanti,
Un qualsiasi pianeta
Subisce da parte del Sole
Una forte attrazione
E ogni luce, folleggiò il poeta,
Di scienza ed emozioni
Vade resceduta all’interno
Delle leggi della “gravitazione universale”.


Una musica piovasca d’autunno
Attaccava dalla rotonda
Dove ancora si ode gridare il mare…

Cartolina Torres, 8.10.2020

Maledetti piromani
Siate maledetti dal latte delle vostre madri
Vi maledicano gli antenati del vostro sangue
Le divinità della terra
Demetra disperata
A cercare semi per la partenza.

Vi maledicano i tetti delle vostre case
I quaderni dei vostri figli
I silenzi delle macerie
Il carbone bruciato e le parole
E le carezze e la musica di ogni emozione.

Siate maledetti dai vostri luoghi natali
Dai sentieri,dai nidi e dal sussurro amorevole del fogliame.
Siate maledetti dalla vostra infanzia di giochi
Dai libri dei primi giorni di scuola
Dalle prime sillabe dei maestri
Che cercavano di tracciare
Orizzonti di vostra umanità e ragione.

Siate maledetti con ferite di parole sulle pietre
A futura memoria di lazzaroni.

Siate maledetti da ogni santo che venerate
Dai profumi delicati di questo autunno
Dal suo oro e rame
Dai flauti alle canne dei fiumi
Da ogni approdo a sogni infiniti
Da ogni geometria della vita
Da ogni bacio sugli occhi dei germogli
Da ogni carezza e sorso di sete.

Siate maledetti dalla croce del pane
Da ogni tamburello consacrato di farina
Dalla rosa che cala al forno quando è l’ora
Dalla parola eterna della poesia.

Cartolina Torres del 5 Ottobre 2020

Nel cielo innamorato
piange la luna con occhi di cenere
i frutti d’autunno che guardavano il mare.

Nella terra di Demetra
si ristora la bestia chiamata uomo
a godere il suo teatro di piromane.

Nel disordine forsennato del mondo
la dea rintraccia i semi per partire
affidando in custodia la sua luce.

Chi rimane cerca la sua stella
un tempo per continuare a vivere
tra ferite superstiti di nidi.

Cartolina Torres, 4 Ottobre 2020
La luna attende l’ alba