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“Diario Pubblico” di Giovanni Torres La Torre

Da questa parte di mondo sono passate anche Antonietta Raphael Mafai e Muriel Olesen, compagna di Gèrald Minkoff che la ritrasse nelle pose del dorso nudo, esponendo dopo le sei opere, nel 1980, al Muséecantonaldesbeaux-arts, Lusanne.
Rintraccio il catalogo nell’archivio che da tempo mi propongo di mettere in ordine. Annuncio da anni l’allestimento di una mostra dell’abbondante documentazione raccolta per via dell’assidua corrispondenza, cessata quando Muriel mi annunciò che mio fratello gemello era “partito per un lungo viaggio”.

Delle opere di Silvia Ripoll Lòpez ho ampiamente scritto parlando di “Visibilità mutanti”, la stessa cosa avrei potuto dire di queste opere di Minkoff, di certo con considerazioni complessive diverse, cosa che salterebbe subito all’occhio di chi volesse considerare le belle differenze di ispirazione, tecnica ed esperienza che le contraddistinguono.
Dalla Via Colombo, ove aveva bottega il sarto Basile Zebedeo, mi piace così ricordare che è passata anche l’artista spagnola Muriel, anche per ribadire che nella qualità della vita di ognuno è facile rintracciare momenti di un vissuto, di un luogo, di un ricordo, che si amano definire “punti esistenziali di riferimento”: in questo caso, la vita di chi è partito e quell’altra, più intima, che lo ha amato e seguito intensamente sino all’ultimo bicchiere.

A passare da quel luogo di illustre artigiano, è stata anche Silvia Ripoll Lòpez, nata in Catalogna, laureata in Storia antica-Archeologia nell’Università di Complutenze di Madrid, e giunta a Capo d’Orlando, paese del marito, per scoprire le radici della famiglia e della storia del paese d’adozione. Non poteva che recarsi in quel luogo, ove ora espone le sue opere e denominato Rosso Racìna. Zebedeo amava gli artisti, li accoglieva là, nel lungo discorrere aveva assunto doti di santone laico; amava raccontare storie di vita, di passione politica.
Nella saletta della mostra, guardare ora i bei Volti delle opere di Silvia Ripoll Lòpez “significa fluttuare nel mondo…. lasciarsi andare dentro la spiritualità della materia”; le sue opere “sono espressione dell’incessante ricerca interiore ed esteriore dove il segno diventa istinto primordiale della bellezza”, così scrive Valentina Certo, storico dell’Arte, nel catalogo di presentazione dell’evento.

Opere itineranti, si può dire, perché giungono da S. Salvatore di Fitalia lasciando il Museo e scendendo per vallate che la stessa artista ha percorso, sui Nèbrodi, per fiumare e mulattiere. Non si è smerlata, lungo il viaggio dei Volti, la venatura rupestre né la vocazione di inquieto colore pompeiano, come a mostrare bellezza di una ferita nelle diffuse immagini di madonne col cuore tra le mani, né si e scomposta la grazia pensierosa di altro volto: di Lavinia il palmo trattiene un’inquietudine sospesa che accarezza la guancia.
Nel ritratto di Adriana, una luce così perfetta crea la bellezza che ricorda “sculture d’arte classica”; oso dire, due volte opera d’arte: di carne e sangue e sua immagine riflessa “nel mutare ed essere altro”,come scrive ancora Valentina Certo; trasmettendo, dico,un desiderio incompiuto, che confonde, velata malizia di sguardo.
Figure che sollecitano stupore, per loro luce venerea e che pare giungano da un viaggio fluviale, con saluto di fremito di canneti che il sentimento poetico dell’artista raccoglie nel suo scialle di colori, lungo sentieri di battiti di cuore, dell’anima e del passo che cercano l’ansimare di un pensiero che cammina dosando la punteggiatura e lo sguardo, cercando la luna che rameggia tra chiome di pitture delle varie stagioni della vita, quella che verrà e quella che è già andata via. Ogni fiato della ragione trama la propria storia, ne incontra altre che aiutano a vivere, a volte si cercano nelle somiglianze. Nella bottega del sarto Zebedeo, ha sostato a lungo Tono Zancanaro, il pittore dei carusi; da là sono passati molti altri artisti, partecipanti alla mostra “Vita e paesaggio di Capo d’Orlando”.

Ora è un’altra storia, altre tecniche d’arte, come quella proposta da una recente esposizione di opere di fotografia, nello spazio Loc della Pinacoteca Comunale a cura di Giacomo Miracola, ignorata dalle istituzioni municipali nella sua grande valenza di rinnovamento e continuità dell’iniziativa che per mezzo secolo ha dato lustro alla città.
Non poteva mancare nella serata dell’evento, la bella musica della chitarra dobro di Marco Corrao.

Capo d’Orlando, 24 Agosto 2018

“Diario pubblico” di Giovanni Torres La Torre

Un cigno nero scende sul cantare dell’acqua,
sinfonia, ma quale sia che aiuta a ricordare
intreccia filari di labirinto,
tralci in apparente movimento accompagnano il viaggio
del passato che non c’è più,
ritmo della vita che dipana il gomitolo
del cielo e della terra quando si compone e scompone,
difficile poesia di una realtà esistenziale
che il mistero d’altro corpo di nome Anima
guardandosi allo specchio proclama essere sua bellezza.

Giovedì 16 Agosto 2018 in Piazza Municipio a Capo d’Orlando avrà luogo la manifestazione “Notturno di poesia e musica”, presentazione della raccolta di poesie “Desiderio di chimera si sublima” di Giovanni Torres La Torre, con omaggio dell’Autore a Giovanni Granata.

Presenterà il libro Carla Biscuso, filologa e critico letterario, con letture di Donatella Ingrillì, alla presenza dell’editore, Gioacchino Onorati. Previsto anche un omaggio di Silvia Ripoll Lopez a Federico Garcia Lorca.

Musica: Nino Milia (chitarra classica), Cettina Fabio (voce), Santo Azzolina (violoncello), Daniela Giaimo (flauto traverso)

Conduttore: Antonio Puglisi, direttore di 98zero

di Giovanni Torres La Torre

in memoria di Gea

Si fece silenzio e fu tremore di mano,
tenera foglia lasciava il dirupo
al compimento dell’ultima carezza alla pietra.
Petali d’acqua in gioco di spuma
accolsero l’anima del gabbiano,
abbandonava il nido appeso al chiodo
per generosa eredità alla solitudine.
In qualche lontananza,
ai ricami nascosti di una tenda
tremore di labbro sussurrò un nome,
palpitava una vela nel seno degli scogli
e in attesa di salpare,
già fosca la luna in quella parte di mare
del borgo marinaro di S. Gregorio.

di Giovanni Torres La Torre

I
Da qualche parte giunge quello che ora ricordo,
la sapienza della parola di qualcuno
mi sollecita una riflessione, suscita emozione,
nostalgia, forse rimpianto,
un tramestio di echi nella memoria,
ricordo di un suono di organo a canne
alla cui tastiera
il sacrestano improvvisava
solennità di cappella.
Tornano così, improvvisi, i molti luoghi, i libri
i suoni che ognuno di noi ha ascoltato
in quei paraggi ove la nostra età ha lasciato alberi e fiumi,
suoni significanti – il tocco dell’Ave Maria,
di festa o di addio –,
altri vocalizzi di fisionomie umane o animali,
languori del mascherone di pietra
della fontana sulla cui fronte si appoggiava la mano
per chinarsi alla sua bocca e dissetarsi.

con Silvia Ripoll López e Giovanni Torres La Torre

Ospite d’onore la dea Proserpina
“Diario pubblico”, di Giovanni Torres La Torre

Consultati per l’intera nottata alcuni riepiloghi di poeti e scrittori latini, non ho trovato traccia di quanto in questi luoghi dei Nèbrodi si tramanda –, da antenato ad antenato e per ere geologiche della parola –, del volto di una donna, del suo gesto di divinità nel seminare l’origano, catalogato come Origanum vulgare, della famiglia Labiàte, aromatica florescenza di terre aride, da luglio a settembre in profumo di miele, vicina di casa della maggiorana.

Smaliziate voci e per rendere omaggio ai miti dei luoghi, raccontano di gesti e passi di donna aggirarsi per i boschi nella mevenza di spargere invisibili sementi giunti dalla Grecia. Anche a noi è capitato di vedere e sentire vagolare un’ombra, somigliante a un volto che la mitologia tramanda: la dea Proserpina, ospite della festa del libro “Desiderio di chimera si sublima”, editore Aracne.
Nella notte dell’incanto celeste, era là, nella piazzetta della musica e della poesia, in S. Salvatore di Fitalia, nidi di case, calde seppure in fioca luce, finestre spente in altre.

Mostra sul tema: “VISIBILITA’ MUTANTI” di Silvia Ripoll Lòpez e di Giovanni Torres La Torre, S. Salvatore di Fitalia, 27/07/2018

Presentazione della raccolta di poesie di Giovanni Torres La Torre “Desiderio di chimera si sublima”, S. Salvatore di Fitalia, 27/07/2018

 

“Diario pubblico”, di Giovanni Torres La Torre

Non si rintraccia nel panorama della produzione artistica tramite fotografia, una così chiara impronta come nella personalissima modalità che propone Silvia Ripoll Lòpez nella prima esposizione di sue opere.
In altre occasioni abbiamo definito i suoi ritratti “visibilità mutanti con seconda pelle”, oppure, citando Rainer Maria Rilke, ricordato quanto ebbe a scrivere ne I quaderni di Malte Laurids Brigge: “C’è un’infinità di uomini, ma i volti sono ancor più numerosi poiché ciascuno ne ha più d’uno”.

Dal 14 al 28 Luglio, nella pinacoteca comunale di Capo d’Orlando – Spazio LOC, saranno in esposizione quaranta disegni preparatori per la realizzazione di opere di Giovanni Torres La Torre, sul tema “Il paesaggio e la bellezza; arte per arredo urbano e paesaggistico”.

In un territorio nel quale i cammini delle grandi civiltà hanno lasciato tracce rilevanti – un immenso patrimonio, in itinerari che si snodano dal teatro greco di Tindari sino agli estremi lembi dei Monti Nebrodi, Tusa -, può anche sembrare ambizioso un progetto di abbellimento con opere d’arte moderna, in acciaio e marmo: non è invece così se si considera, anzitutto, che ogni epoca propone una propria “espressione”, segno di creatività nei termini dell’ evoluzione delle arti visive.